Evasione Eversiva Eroludica: Intervista a Carlotta Valdinoci

Ai microfoni di Avant-Garde Italienne oggi abbiamo Carlotta Valdinoci, eclettica artista di Milano che nel corso di questa intervista ci racconterà il suo percorso artistico, tra collage e sculture dalle tinte eroludiche.


Ciao Carlotta, e benvenuta  su Avant-Garde Italienne. Sei sempre stata artisticamente molto attiva: puoi raccontarci in cinque righe il percorso che ti ha portato a quello che fai ora?

17887018_10212767586367324_1711916839_oBuongiorno a voi! Questa domanda andrebbe posta a mamma e papà! Ho frequentato il liceo artistico sperimentale e poi l’Accademia di Brera. In questo periodo mi sto dedicando alla ceramica. Penso che la ricerca interiore, la motivazione e la passione siano i carburanti naturali per questo tipo di percorso.

Il collage è da sempre la tua passione? Come hai iniziato?

Disegno da quando sono piccola, come la maggior parte dei bambini. Il segno è insito in noi. Ho sempre ritagliato, intagliato storie, spesso noiose per cercare di narrarne altre. Per me il collage è un processo emozionale, ludico che ha a che fare con l’inconscio. 

All’interno dell’inconscio galleggiano passioni, personaggi, amanti, tormenti per me difficili da calibrare nella realtà.

Di conseguenza forma, gesto e colore mi aiutano a dare sfogo alle emozioni in questo processo. Il collage per me rappresenta un momento eversivo di evasione.

Ci spieghi qualcosa di più sulla tecnica del collage? Quali strumenti utilizzi? Quanto tempo dedichi alle tue opere?

Non sono brava a parlare di tecnica. Personalmente utilizzo qualsiasi tipo di libro, rivista, carta, di diversa grammatura, reti, lattice, plastiche, petali, foglie, stoffe e la mia amata coccoina (dopo l’uso chiudere bene).

Quando opero, gioco. Il tempo si dilata e si restringe velocemente, quindi faccio fatica a capire realmente i miei intervalli. Secondo gli altri dedico tanto tempo ma è relativo. Secondo me dedico sempre troppo poco. Questo poco però, di notte si dilata e diventa un tempo lunghissimo.

17887666_10212767548046366_547099370_o
“famiglia china” 2015

A parer tuo che caratteristiche deve avere l’artista di collage?

Penso debba semplicemente avere la voglia di raccontare una storia.

Senti di consigliare al pubblico di Avant-Garde Italienne  tre artisti che meritano il titolo di autori all’avanguardia nel tuo campo? 

A dire la verità non sono ferrata sui collagisti contemporanei, sono più attratta da artisti del passato. Ho nel cuore Joseph Cornell, pioniere surrealista e penso che le sue ‘Shadow Boxes’ siano attualissime e ammalianti.

Essendo scultrice, le mie pietre miliari però sono figure che hanno poco a che fare con il collage. Cito solo alcune menti geniali: Jean Michel Basquiat, Carol Rama, Maria Lai, Louise Bourgeois, Gina Pane, Yayoi Kusama, Mona Hatoum, Ghada Amer, Camille Henrot, Gianfranco Baruchello, Gillo Dorfles (ho avuto l’onore di incontrarlo l’anno scorso e mi sono permessa di infilargli una mia cartolina/collage all’interno del taschino della sua giacca, accogliendo il mio gesto con un sorriso pungente). 

17901938_10212767558086617_1615092689_o
“animals” 2016

Dove sono stati (e saranno) esposti i tuoi lavori?

Ho esposto in Italia e all’estero. Attualmente la mia galleria di riferimento è Orsorama, all’interno della magica cornice di Brera. Ho collaborato con loro e prodotto T-shirt limited edition. Ho appena partecipato ad una mostra dal titolo ‘Betrachten’, all’interno del circuito ‘Artepassante’, situato all’interno del passante ferroviario di Repubblica a Milano. Ho progetti futuri interessanti ma per ora incrocio le zampe.

Sei un’artista più istintiva o meditativa? Perché?

Penso di meditare in modo istintivo.

Spesso nelle interviste non si trova spazio per ringraziare le persone che, per un motivo o per l’altro, hanno avuto un ruolo cruciale nella propria crescita artistica e personale. Sarebbe bello se tu ne elencassi qualcuna in questa occasione.

Ringrazio i miei genitori, le mie radici resilienti e generose. Mia sorella per spronarmi, Balotta per assecondare le mie idee folli. I miei amici, i miei arti che credono in me più di quanto ci creda io.  Le persone a cui voglio bene. I miei zii, menti colte.

Letizia Cariello, mia relatrice, donna, artista sensibile che mi ha instradato alla resilienza. Imma Indaco, artista, napoletana verace dal cuore infinito.  

Giorgia, la mia gatta.

Ringrazio il sig. Bonomo, mio psicologo, un mentore fin troppo saggio di cui sento tanto la mancanza.  Ringrazio tutti i giornalai di Milano, per donarmi riviste che spesso andrebbero buttate.

Ringrazio Milano, la mia città instancabile che regala stimoli visivi e cultura in ogni stagione. Ringrazio tutte le persone incuriosite dalla bellezza. Ringrazio la mia certosina, per osservarmi con sguardo regale ed ammaliante.

Ringrazio tutte le persone che mi permettono di entrare nei loro animi senza dover bussare troppo forte. Ringrazio la spiritualità. Ringrazio le endorfine amiche del cioccolato. Ringrazio le fronde gli alberi altissimi che ci obbligano ad alzare la nostra testa vuota.

Ringrazio la perseveranza delle mie mani che non si stancano mai.

17837708_10212767547206345_1417458943_o
“famiglia china” 2015

 

Dove e come trovi ispirazione?

Tutto ciò che ci circonda è ispirazione. La verità e l’estro penso siano dettati da un forte impulso interiore, un fuoco.

E cosa fai quando l’ispirazione invece manca?

Per ora non mi è mai capitato.

Di quale opera sei particolarmente orgogliosa? Perché?  

Pescescopio, un pesce in marmo, pietra serena che ho scolpito per un anno intero. Ho sudato ma ne è valsa la pena.

Cosa dicono amici e colleghi quando dici loro di essere un’artista?

Sorridono, si mostrano curiosi.

In cosa senti di migliorare e in cosa, invece, ti senti particolarmente ispirato?

Sento di dover migliorare in tutto. Sono attratta da qualunque stimolo visivo e non. La ricerca è continua. Spero di continuare ad imparare, crescere e germogliare.

Come descriveresti il tuo stile?

Naif, ludico o forse eroludico.

Come vedi la “scena” italiana e quella internazionale?

La scena italiana trovo sia interessante ma si da ancora troppo poco spazio ad artisti emergenti. Esistono regole, gerarchie, sistemi che spesso bloccano il flusso, la creatività e il talento. Penso che un salto all’estero sia d’obbligo per poi tornare in patria. Ora siamo persuasi dai mass media e siamo troppo influenzati dalle nuove tecnologie.

17858319_10212767554846536_1123857288_o
“animals” 2016

Cosa consiglieresti a coloro che vogliono avvicinarsi al collage?

Consiglierei di sperimentare a più non posso e di non buttare via niente.

Un saluto ai nostri lettori.

Ciao bellissimiiiiiiiiiiiiiiii, a presto!

Per rimanere aggiornati sui lavori di Carlotta Valdinoci visitate il sito ChalNocherie.