Contrarietà alla democrazia nei sentimenti: Offlaga Disco Pax

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Gli emiliani OFFLAGA DISCO PAX si definiscono

un collettivo neosensibilista contrario alla democrazia nei sentimenti

e noi « alternativi dei miei coglioni » (da Tono metallico standard) non potevamo non parlarne.

Sin dal debutto allo storico Rock Contest di Firenze nel 2004, gli Offlaga dimostrano di che stoffa sono fatti conquistando, da perfetti sconosciuti, la vittoria.

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Da quel momento la loro carriera non sarà che un susseguirsi di successi: il Premio Fandango al videoclip del singolo Robespierre, il titolo di miglior gruppo indipendente al Meeting delle Etichette indipendenti, il Premio Ciampi per il miglior disco d’esordio, la targa Fuori dal Mucchio promossa dal Mucchio Selvaggio, per finire con il Premio Video Italiano che riconferma Robespierre miglior video del 2005 e l’elezione a Best New Act da parte della compianta MTV.

Nei loro dischi, a partire da Socialismo tascabile – Prove tecniche di trasmissione (oltre 12.000 copie vendute e 23° nella classifica del Rolling Stone relativa ai dischi italiani che hanno fatto la storia), si respira un’aria anni ’80, quando la new wave arriva in Italia e gruppi come i CCCP Fedeli alla linea, anche loro di Reggio Emilia, sono pronti ad accoglierla e a diventarne la bandiera.

Per quanto gli ideali siano simili, così come il cantato recitato, i CCCP (citati dal giro di basso nella nostalgica Cinnamon) non sono l’unica sorgente creativa degli Offlaga.

I CCCP di Epica Etica Etnica Pathos per essere più precisi, dove il punk lascia spazio ad arrangiamenti curati e dove si inizia ad avvertire quel senso di rassegnazione ancora ristagnante nelle generazioni odierne.

Fanno il loro cameo (nella sconsolata Tatranky) anche i Depeche Mode, icona del synth pop anni ’80, e i Soft Cell, altra amata band britannica di musica elettronica.

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Gli Offlaga sono infatti grandi amanti dei sintetizzatori e della drum machine a cui devono l’accostamento a band come Kraftwerk, Cocteau Twins, Suicide, Joy Division/New Order e al sottogenere electroclash.

Nonostante l’elettronica, gli Offlaga non disdegnano l’accenno a sonorità folkloristiche.

Le rintracciamo nella già menzionata Tatranky che prende il nome dalle barrette Danone un tempo top di gamma della produzione dolciaria cecoslovacca, elette simbolo della Praga post comunista. In locali celebri come il Lucerna, memore dei live dei Kraftwerk (aperti dagli Offlaga all’Italia Wave nel 2009), accade infatti che qualche tempo dopo si ballino… Al Bano e Romina.

La differenza, a volte astratta, tra un regime imposto con i carri armati ed uno imposto più sottilmente col dollaro, il marco, l’euro.

Altra cosa che non manca nei dischi degli Offlaga sono i tecnicismi. In Khmer rossa infatti si suona addirittura a tempo di valzer, con synth e drum machine!

Durante la registrazione del loro secondo LP, Bachelite, il regista Pierr Nosari ha anche girato un rockumentary sugli Offlaga, di cui vi suggeriamo la visione.

Altra pellicola in cui compaiono gli Offlaga, questa volta come autori della colonna sonora, è il film muto I Mille, storia d’amore ambientata sullo sfondo dello sbarco dei garibaldini presentata al Traffic Festival di Torino.

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Gioco di Società (2012) è l’ultimo disco della band che due anni dopo dovrà affrontare la tragica scomparsa di Enrico Fontanelli.

Max Collini torna sulla scena al fianco di Jukka Reverberi dei Giardini di Mirò, con cui aveva già collaborato, con un progetto nato già alla fine del 2013, Spartiti, da cui nascono l’album Austerità, pubblicato in cd + libro e in vinile, e l’EP Servizio d’ordine con cui sono attualmente in tour.

Vi lasciamo alla bellissima versione di Onomastica riarrangiata con violoncello, viola e violino per l’EP omonimo.

Eleonora De Vecchis