Bologna Violenta: La voce del declino contemporaneo

BOLOGNA VIOLENTA, in origine one man band, nasce nel 2005 da un’idea del polistrumentista trevigiano Nicola Manzan che, nel 2015, coinvolgerà nel progetto il batterista Alessandro Vagnoni.

Le prime produzioni della band sono caratterizzate dalla totale assenza della melodia, che lascia spazio ad un’ipnotica tempesta sonora scaturita da violenti riff di chitarre distorte, recitativi tragici e mitragliate elettroniche.

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Già da Bologna Violenta (2006) è evidente il riferimento al cinema, in questo caso quello poliziottesco degli anni ’70 emblema di un cinema italiano in cui le idee vincono sui mezzi.
Da qui il nome dei brevissimi brani di un album che sbraita contro i resti di una società massacrata dal consumismo, a favore di un nuovo punto di vista che Manzan chiama “Bervismo”: una visione che restituisce dignità all’essere pensante, ormai in declino.

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L’amore per il cinema anima anche il progetto 4fioriperzoe, in cui Manzan (archi, chitarra e pianoforte) si unisce ai cantautori Matteo Costa Romagnoli e Francesco Brini dando vita a colonne sonore per cortometraggi, cinema, documentari, teatro e performance.

Con Il Nuovissimo Mondo (2010) l’attenzione si sposta invece al mondo-movie, citato nei dialoghi. La commovente traccia Blue Song, in cui Manzan dà sereno sfogo alle sue doti di violinista, restituisce uno spazio consistente alla melodia.

Nello stesso anno Manzan entra a far parte de Il Teatro degli Orrori, band affine per intenti e aggressività sonora, in cui per un’annata suona chitarra, violino e synth. Il musicista vanta altre collaborazioni, tra cui quelle con Baustelle, Offlaga Disco Pax, Zen Circus, Pan del Diavolo e moltissime altre ancora.

Nel 2012 viene pubblicato Utopie e Piccole Soddisfazioni, in cui Manzan sfiora noise, hardcore techno, grind e death metal, sempre partendo dalla musica classica, campionata e non, da cui deriva la cura costante dell’arrangiamento e la struttura dei brani spesso introdotti da un solenne o frivolo preludio.
In quest’LP compaiono anche due brani cantanti da J. Randall (Agoraphobic Nosebleed) e Aimone Romizi (Fast Animals and Slow Kids), voce di Valium Tavor Serenase, cover dei CCCP.

Manzan si esibisce in tutta Italia e all’estero in numerosissimi live che raggiungono l’apice della teatralità con l’uscita di Uno Bianca (2014), concept album che racconta, tanto brevemente quanto brutalmente, i crimini commessi dalla banda bolognese della Uno bianca.

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Il richiamo al mondo-movie torna in Colonialismo, dall’ultimo album Discordia, nato da un pezzo di charango di Monique “Honeybird” Mizrahi. Il video è tratto dal documentario Africa Addio, di Gualtiero Jacopetti e Franco Prosperi, incentrato sulle conseguenze del post-colonialismo in Africa che Manzan intende riportare alla nostra memoria in un’epoca in cui il senso di marcia si sta invertendo.

Eleonora De Vecchis