Franco “Kim” Arcalli, ricordo di un maestro del montaggio

Sergej Ejzenstein assumeva il montaggio come l’unica vera manifestazione “creatrice e sovrana” dell’arte cinematografica. Eppure, nonostante l’importanza di questo momento nel processo produttivo e di scrittura del cinema, raramente si è assunto come presenza creativa del film il tecnico di montaggio.

Questi per diventare conosciuto deve realizzare il passo verso la regia altrimenti può solo sperare in un briciolo di luce riflessa del suo regista e della raggiunta notorietà dei film da lui montati.

Amico e tecnico di fiducia di registi come Bernardo Bertolucci, Liliana Cavani, Tinto Brass, Giulio Questi ed Eriprando Visconti Kim Arcalli ha montato e in parte sceneggiato i più importanti film degli anni settanta.

Arcana è un film del 1972, diretto da Giulio Questi. È considerato il film “maledetto” della coppia Questi/Arcalli.
La morte ha fatto l’uovo è un film del 1968 diretto da Giulio Questi e montato da Arcalli.

Nemmeno lui si è potuto sottrarre però alla classica richiesta che i produttori fanno a un montatore: il taglio di mercato.

Arcalli ha portato alle estreme conseguenze, anche sul piano personale, tutte le contraddizioni di una pratica perversa e polimorfa come il montaggio.

Il suo coinvolgimento in esse è totale; di sicuro nel cinema italiano degli anni ’60 in poi sembra l’unico montatore ad aver reso vitale il suo lavoro, accettando tutti i poteri e tutte le insidie, esponendo se stesso come corpo contraddittorio, giungendo coerentemente a “morir di cinema” in un’esposizione e apertura di sé ai materiali esterni (e alla vita) che non ha uguali nel cinema italiano.